SULLA SCALINATA DELLE PASCOLI, ORMAI, SOLO POSTI IN PIEDI

Dopo un letargo di un paio d’anni , nel marzo di quest’anno, ricomparvero sulla stampa accenni alla questione delle Pascoli e del nuovo Polo Bibliotecario Provinciale ( PBP ). Dichiarazioni dei funzionari provinciali competenti, dell’assessore Bassetti, degli altri assessori della giunta comunale, che lasciavano intendere un destino ( di abbattimento delle Pascoli ) ormai segnato ed incontrovertibile, per impraticabilità tecnica e per valore aggiunto, culturale ed interetnico del nuovo progetto .

Dichiarazioni contraltate da piccoli trafiletti: la richiesta di Unitalia di inserimento del complesso Pascoli nella tutela degli insiemi ( ricusata ), l’annuncio di AN di indire una nuova raccolta di firme, la rassegnazione di Italia Nostra ( per voce del suo presidente Angelucci ).

Ebbi la sensazione che la questione sarebbe stata segnata, nella sua conclusione, senza il coinvolgimento della cittadinanza, secondo una logica di potere darwiniana e decisi di dare un contributo avviando, il 7 aprile, un’iniziativa di sensibilizzazione pubblica consistente nel dipingere, sul posto, in modo estemporaneo, la facciata delle Pascoli, avviando al contempo la raccolta di firme per la conservazione della memoria storica dell’edificio e la ricerca di un compromesso con il PBP ; chiamai l’iniziativa ( spontanea,  indipendente, apartitica, trasversale ) RESCUE P 5.( RESCUE P = salviamo le Pascoli , 5:il numero ricorda lo sviluppo del complesso Pascoli visto in pianta ).

In poco tempo raccolsi oltre 1000 firme di cittadini, molti dei quali nulla sapevano del progetto PBP e che dopo aver firmato mi guardavano sconsolati e concludevano chiedendomi “ ma poi servirà a qualcosa ? “.

Spentosi il clamore successivo alla tornata elettorale del 9 aprile, il dibattito sulle Pascoli riprese con maggior vigore ma sempre adombrato da propositi di cancellazione . Das Konzept war ( ist ? ) il Polo è bello la Pascoli è brutta, abbattiamola.

Una sintesi, deformante,  squisitamente e strumentalmente estetica!

Nel frattempo anche gli studenti del Pascoli, per nulla supportati dalla loro Direzione scolastica, andavano maturando la mobilitazione.Gli studenti del Pascoli e solo loro, marciarono sul comune il giorno 22 aprile e nei giorni successivi raccolsero oltre 2000 firme.Una ulteriore e successiva raccolta di firme fu organizzata da AN.

Le tante firme raccolte, sortirono il miracoloso, stupefacente effetto di far girare il vento. Il fronte governativo iniziò a mostrare qualche apertura. Nel frattempo non passava giorno senza che l’argomento fosse trattato dagli organi di informazione, riportando vecchie e nuove posizioni,queste ultime a testimoniare la “ maturazione di ritrovate sensibilità “.

LA PRESSIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA, CHE SI ERA ESPRESSA IN PRESA DIRETTA, FACEVA SENTIRE I SUOI BENEFICI EFFETTI.

dopo il preanbolo, veniamo ai giorni nostri.

Ora sono quasi tutti sulla scalinata delle scuole Pascoli, per la foto di gruppo, tutti aspirando ad acquisire un titolo di credito più o meno usurpato.

Sindaco, assessore competente, politici fondamentalisti della prima ora, buoni italiani ( giusto come vorrebbe l’ SVP ),  opinionisti, articolisti grottesco - satirici. Mentre prima non esistevano sfumature tra il bianco ed il nero, ora la gamma dei grigi si arricchisce ogni giorno di più, con l’aggiunta anche di qualche nota colorata.Le soluzioni di compromesso fioccano in attesa dell’unica vera Soluzione, la Soluzione Durnwalder, die Lösung, che mi auguro sia intelligente ed in quanto ultima la summa di tutte le sagge posizioni, espresse in questi ultimi mesi.     Ma non ci sono solo quelli che spingono, ci sono anche gli assenti:gli assessori provinciali di lingua italiana, il corpo docente delle Pascoli, gli insegnanti e gli studenti delle altre scuole, il più importante organo d’informazione in lingua tedesca – il Dolomiten ( unico intervento, sull’argomento, per riportare le dichiarazioni del Presidente Durnwalder il 25/07/06 ).

Chi sgomitata  e chi si schermisce.

Un bel quadro, veramente!

Concludendo, per prevenire eventuali maliziose critiche, vorrei dire che non ho scritto per rivendicare primogeniture di alcun tipo, ma solo per ristabilire fatti e circostanze ( scientemente od involontariamente ignorati dalla stampa e dai poteri istituzionali ) che hanno contribuito a sovvertire un destino che sembrava ormai segnato, quello delle scuole Pascoli.Cari concittadini rinfrancatevi e non chiedetevi “ ma poi servirà a qualcosa?”

SERVE! SERVE ECCOME!      

Omar Balzanelli, RESCUE P 5 www.lanuovacultura.it