Bolzano 17/11/07

Al quotidiano Alto Adige, all’attenzione del capo redattore con preghiera di pubblicazione integrale.

ARTE DA CANI O BUFALA D’ARTE

Tra coloro che sono vicini o dentro l’ambiente dell’arte contemporanea , molti si pongono la domanda che cosa sia e cosa possa essere definito arte e cosa no.

Nell’ambito dell’arte contemporanea si trova di tutto, ma veramente di tutto ; si possono trovare lavori assolutamente banali ed ordinari, che passerebbero inosservati a chiunque, anche agli stessi addetti ai lavori, se non fossero collocati nei white cubes e là edulcorati, indorati ed osannati fino a conferire loro un abnorme ed usurpato valore commerciale; d’altra parte ci si può imbattere in lavori che si fondano – inequivocabilmente – non sulla ricerca della qualità, ma  sulla reazione che ci si auspica indurranno sul pubblico, che ormai narcotizzato ed  assuefatto al brutto quotidiano , si scuoterà ( l’effetto non è nemmeno scontato ) solo se condotto all’ultimo, estremo – per il momento - confine del sensazionalismo  tragico , efferato, violento, drammatico.

Il tutto in un oceano ( un nanolitro relativo, se rapportato alla massa del pubblico - fermo al palo degli impressionisti - che si vorrebbe acculturare ed avvicinare all’arte contemporanea ) di collezionisti, curatori, direttori di musei, gallerie , organizzatori di manifestazioni, di artisti di ogni genere e di ogni parte del mondo, che promuovono e producono, freneticamente e vorticosamente, arte contemporanea; formidabile e virtuoso fenomeno culturale, se non fosse per il fondato sospetto che una parte non trascurabile di questi operatori, siano motivati dalla enorme bolla speculativa che soverchia l’arte contemporanea e della quale alcuni autorevoli opinionisti di area, prevedono una ( imminente ) implosione: la governance del MERCATO è nelle mani di pochi Mida contemporanei, che decidono sorti ed indirizzi, non proprio e non solo  secondo criteri alti e nobili ma ispirandosi a criteri squisitamente speculativi.

Mi corre tuttavia l’obbligo, a fronte di quanto sostenuto , di affermare che esiste sulla scena dell’arte contemporanea anche  una moltitudine di attori degni, appassionati, di grande talento e creatività , per i quali personalmente ho grande attenzione ed apprezzamento.

Oggi – tuttavia - mi preme portare all’attenzione dei lettori un esempio, recente, di ricerca incondizionata del sensazionalismo estremo: pare che tale Guillermo Abacuc Vargas, del Costarica,  abbia organizzato una mostra esibendo un macilento cane , alla corda ; il progetto artistico prevederebbe la morte dell’animale - di stenti -  sotto l’occhio degli spettatori,  espressamente diffidati dal somministrargli cibo ed acqua: per questa indegna messa in scena il malvivente sarebbe stato premiato, con l’invito a rappresentare il suo paese alla Biennale di Arte Contemporanea Centroamericana del 2008!!!!!. Individui come Vargas – se esistenti - non avrebbero nulla a che vedere con l’arte, nemmeno ricorrendo alla teoria che l’artista non può essere in alcun modo condizionato nella sua libertà di espressione.

Il povero animale sarebbe già morto!

La notizia corre sul web e pare abbia scosso decine di migliaia di ben pensanti tra cui l’eurodeputato Frattini che avrebbe anche intrapreso azioni ufficiali, nell’ambito della comunità europea.

Ho , prudentemente, usato il condizionale in quanto mi è sorto qualche dubbio sulla attendibilità della notizia, a partire dal secondo nome del Vargas: Abacuc ( potrebbe essere una citazione riferita al profeta che nel suo libro chiede a Dio di non assistere inerte alla violenza terrena ) .

Scrivendo mi rendo conto che sto fornendo un contributo alla visibilità di questo indegno rappresentante del genere umano ovvero a questo genio della comunicazione ; infatti il vero obbiettivo di questo ignobile ( non unico nel genere, contando su molti precursori, sia pure con modalità diverse ) sarebbe di acquisire notorietà ed allora io propongo di agevolarlo in senso detrattivo , chiedendo a chiunque venga a conoscenza di questa efferatezza di farsi parte attiva per la messa al bando, dal mondo dell’arte, di costui: che sia consunto dal silenzio, dall’indifferenza, dalla esecrazione così come la fame ha consunto la sua povera, indifesa vittima.

Vera opera d’arte sarebbe tagliare quella corda e liberare il cane, sostituendolo con Guillermo .Il messaggio sarebbe forte e chiaro, l’artista criminale e senza talento ha il destino segnato : muore di fame e di stenti . Tutto ciò nell’ipotesi che Guillermo Abacuc Vargas esista ed abbia portato alle estreme conseguenze il suo disegno.

Ma il tutto potrebbe essere l’ennesima bufala mediatica e quindi Vargas non esiste - quindi nemmeno la sua opera - oppure Vargas esiste e nottetempo ha nutrito e coccolato il cane liberandolo successivamente : in questo caso la prospettiva si ribalterebbe ed allora dovremmo sorridere anziché indignarci ed ammettere che l’autore di tutto ciò è veramente un artista.

Ad ogni buon conto vi invito a firmare la petizione sul sito: www.petitiononline.com/13031953/petition-html.

Se volete vedere le immagini, sono in via di trasferimento sul mio sito www.lanuovacultura.it

Grazie della vostra lettura e mi auguro, partecipazione.

omarbalzanelli

omarbalzanelli@omarbalzanelli.it 

Screenshot di un video da Youtube [PETIZIONE] Guillermo Abacuc Vargas